venerdì 19 settembre 2014

Nuove Strade @Ve.Net

La ricerca partecipa al workshop di progettazione Recycle Ve.Net organizzato dall'università Iuav di Venezia con la Fondazione Fabbri. L’obiettivo del tavolo di lavoro coincide con una riconcettualizzazione della mobilità ciclistica e pedonale a partire da una lettura dello spazio che richiede un lavoro sul campo dalla dimensione territoriale a quella urbana ed architettonica, al fine di intercettare e recuperare capitali spaziali dismessi, sottoutilizzati o potenziali, e di influire sulle pratiche, sulle economie e gli stili di vita.


Docenti
Lorenzo Fabian

Assegnisti
Ettore Donadoni, Luca Velo

Studenti
Giorgia Mai, Ruben Castegnaro, Sara Galesso, Giulia Caporello, Giulia Pelosatto, Giulia Poles, Laura Dalla Pietà

Partner operativi
Faggin Bikes (PD), Girolibero, (VI), La Mente Comune, (PD), Cicletica (VI)






L’odierna riflessione che si svolge nei contesti di dispersione insediativa traccia percorsi complessi che intrecciano condizioni di crisi differenti, non solo sociali ed economiche ma anche ambientali ed energetiche.
L’incremento tangibile dell’uso della bicicletta declina pratiche del quotidiano e del tempo libero che non hanno a che fare unicamente con mode o tradizioni a noi lontane, ma con tendenze che si stanno radicando profondamente nelle economie locali, fino alle politiche urbane, soprattutto in un contesto, come il Veneto, tradizionalmente legato all’eccellenza nella produzione di biciclette e la loro componentistica.
Entro questo sfondo argomentativo può risultare di qualche interesse indagare quale idea di spazio urbano derivi sul lungo periodo, laddove ricoprano un ruolo dominante i temi della mobilità, soprattutto intesa nell’integrazione ferro-bici e nella dotazione di attrezzature legate al cicloturismo.



Il tracciato fluviale del Bacchiglione, nel tratto compreso tra Schio, Vicenza e Padova, può in particolare costituire un campo di sperimentazione per progetti, scenari e politiche che associno agli investimenti, per la messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico del territorio, le forme di revisione dello spazio della mobilità e della collettività. I numerosi, nonché ambiziosi, interventi finalizzati alla messa in sicurezza idrogeologica del territorio implicheranno il ridisegno delle aste fluviali, degli argini, la realizzazione di importanti bacini di laminazione la ristrutturazione della rete idrografica minore. Tali interventi possono rappresentare un’importante occasione per ripensare le infrastrutture dell’acqua e della mobilità come sistemi diffusi e integrati, che fanno riemergere depositi infrastrutturali già esistenti (argini, alzaie, fossi, strade poderali, binari ferrotranviari dismessi ecc.) e ne ipotizzino di nuovi.