mercoledì 10 settembre 2014

Cicletica



La ciclofficina Popolare “Ciclocomio” di Vicenza nasce nel 2004 da un gruppo di amici uniti dalla passione per la bicicletta. Ha avuto varie sedi: dal Centro Giovanile Tecchio a S. Lazzaro (2004-2006), al presidio “No DalMolin” per qualche mese di transizione, per continuare presso l'Equobar di Vicenza (10.2007-04.2009) alla sede in viale Margherita 95 a Vicenza da aprile 2009 a luglio 2011 in collaborazione con la Cooperativa Sociale Urbana, fino ad oggi in una struttura del Comune, all'interno del Park Fogazzaro, sede AIM. Nel 2011 il gruppo si è costituito in Associazione di Promozione Sociale, denominata “CiclEtica”.

L'obbiettivo principale dell'associazione e lo scopo della ciclofficina è la diffusione della cultura della bicicletta attraverso laboratori di manutenzione della meccanica e riuso di parti della bicicletta al fine di un miglioramento della qualità della vita degli abitanti del territorio vicentino. Molta attenzione viene posta al concetto di riuso e riciclo delle bici e relative parti per diminuire l'impatto ambientale. Il tutto viene svolto come attività senza scopo di lucro, con la creazione di una rete di cittadini che permetta alla ciclofficina di vivere e di espandersi condividendo saperi e conoscenze.

Anche se in generale la ciclofficina popolare è uno spazio di uso pubblico in cui si riparano e si insegna a riparare vecchie biciclette, “Ciclomio” come nel caso delle altre ciclofficine aderenti al progetto, aspira ad essere il luogo nel quale attorno all'uso della bicicletta, viene promossa una cultura della mobilità sostenibile alternativa all'auto e la valorizzazione del territorio.

Aperta al pubblico il mercoledì sera dalle 20:00 alle 23:00, è il momento in cui viene “insegnato” ai fruitori come possono aggiustarsi la loro bicicletta. Durante la settimana il “tempo libero” è impiegato per cercare, smontare, e preparare i vari pezzi di ricambio o per aggiornare, adeguare la struttura stessa e gli spazi di lavoro della ciclofficina (banchi da lavoro, magazzino, posto bici e ricambi).

In generale il ruolo delle associazioni coinvolte nel progetto, grazie anche all'esperienza locale maturata con le ciclofficine popolari, sarà quello di meglio rappresentare le domande e le esigenze dei cittadini nel campo della mobilità ciclabile in ambito cittadino e per gli spostamenti ordinari. A partire da una specifica realtà urbana le associazioni potranno aiutare l'assegnista e l'università a individuare servizi, domande e necessità in termini di spazi e modi di funzionamento dei dispositivi e delle infrastrutture utili alla mobilità ciclabile.

Le ciclofficine da questo punto di vista non sono soggetti in competizione con le attività imprenditoriali che a diverso titolo sono impegnate nel progetto o sul territorio cittadino; concorrono assieme per facilitare e promuovere l'uso della bicicletta come mezzo privato principale di locomozione in ambito urbano, alternativo all'auto. Talvolta infatti, queste realtà associative e culturali diventano anche un volano che genera un'economia: emblematico è il caso di Portland, città della costa nord-occidentale degli Stati Uniti che, grazie ad una perfetta sincronia tra iniziativa privata e azione pubblica, negli ultimi anni ha costruito la propria identità attorno alla bicicletta, in tutte le possibili declinazioni.